Il Medioevo a teatro
Le Origini
Nel febbraio del 2002 la nostra compagnia, che si era sempre cimentata in commedie in italiano, decise di mettere in scena un commedia Medievale, la Ginevra degli Almieri.
I Malandra furono contattati in quel periodo dagli organizzatori della Festa Medievale di Palazzuolo sul Senio, borgo medievale nel cuore della Romagna Toscana, dove la commedia fu rappresentata nell'ambito della manifestazione.
Il successo, ottenuto dopo questa prima rappresentazione, spinse la compagnia a ripropporre la Ginevra all'interno di altri eventi medievali nel territorio toscano.
La Storia
Ginevra degli Almieri era una bella e ricca ragazza fiorentina , innamorata corrisposta, di un giovane di modeste origini, Antonio Rondinelli. I familiari però la obbligarono a convolare a nozze con il vecchio (e noto cacciatore di dote) Francesco degli Angolanti, provocando così inutili pianti e grande disperazione da parte della povera Ginevra, perfettamente consapevole del perduto ma ancora corrisposto amore.
La storia racconta che quattro anni dopo le nozze, a Firenze approdò la peste e, con essa, la morte.
In casa degli Angolanti il morbo colpì la giovane sposa, la quale, già così prostrata dalle sue personali vicende, si lasciò andare a tal punto che una sera tutti pensarono che fosse morta. Al mattino, dato il tipo di malattia, fu subito portata e deposta dentro la nobile tomba di famiglia, ad un passo dal Campanile di Giotto. Ma ecco che proprio nel momento di maggiore drammaticità si inseriscono nell'azione scenica i due servi di casa Angolanti, muniti di grande dabbenaggine ed ingenuità, che, con i loro grotteschi sotterfugi, tentano di trarre vantaggio da questa triste vicenda. Saranno proprio loro, così, a rendere piacevole e divertente il successivo sviluppo della trama, che, per opportunità, non sarà qui rivelata.
Testo medievale, inerente a fatti realmente accaduti in Firenze nell'anno 1400, vicino a piazza S.Martino trovavasi il "Canto della morta", fu rimaneggiato alla fine dell'ottocento, con l'inserimento di un personaggio "Stenterello", tipica maschera fiorentina, che nella edizione che viene proposta si è preferito sostituire con una figura dai tratti più "medievali", per cercare di ottenere un risultato più di "atmosfera" che strettamente ossequioso al testo rivisto e corretto.
In questo senso sono state inserite alcune scene, che non trovano riscontro nel testo originario, con canti e danze, frizzi e lazzi per contribuire al maggior coinvolgimento del pubblico presente.